Fin dai suoi inizi, miva finanzia mezzi di trasporto per organizzazioni partner nel Sud Globale impenate a favore delle persone più svantaggiate. Questo non è cambiato fino a oggi, anche se il mondo si trasforma a un ritmo sempre più rapido e le condizioni cambiano continuamente. Si potrebbe pensare che in miva il tempo si sia fermato. Ma è vero il contrario.
Ancora oggi, una grande parte delle donazioni viene destinata al finanziamento di veicoli con motori a benzina o diesel. Il motivo è semplice: sono i mezzi di cui c’è più urgente bisogno sul posto. Al centro vi è sempre la domanda su quale mezzo di trasporto risponda meglio alle esigenze dei partner e sia più adatto alle condizioni locali. Oltre ai veicoli, vengono richieste in gran numero anche carriole, biciclette e sedie a rotelle: mezzi di trasporto che aiutano direttamente le persone e funzionano grazie alla forza umana.
A prima vista, tutto questo può sembrare poco “moderno”. In realtà, si tratta di una risposta attuale a bisogni concreti. Allo stesso tempo, miva guarda al futuro: attualmente il settore progetti sta valutando iniziative che prevedono l’impiego di droni per il trasporto di medicinali e campioni di sangue. In Africa, un’organizzazione partner sta pianificando l’acquisto di motociclette elettriche ed eTricycles per cooperative femminili.
Dove esistono le condizioni necessarie – partner solidi, tecnologie mature e infrastrutture funzionanti – miva è aperta a nuove strade. Perché una cosa resta immutata: si tratta di rendere le persone mobili e di portare l’aiuto là dove ce n’è bisogno, indipendentemente dal fatto che il mezzo sia azionato dalla forza umana, da un motore elettrico o da un motore a combustione.

